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Questo progetto, nato nel 2000, è un tentativo di rafforzare la pacificazione in Sierra Leone, soffermandosi sulla situazione di un villaggio, Yagala, situato nel nord del paese e anche come un'iniziativa legata alla convinzione di
Peter Bayuku Konteh, promotore del progetto, che i problemi del mondo sono così tanti che nessuno può risolverli da solo, ma neanche rimanere indifferente. Comunque, ciascuno di noi ha l'obbligo morale di tentare di curare questo mondo così ferito.
E' un progetto- pilota, pensato da un immigrato sierraleonese, teso a suscitare sia nella popolazione che nell'elite di potere il desiderio di riscatto dopo la guerra e la volontà di cominciare a ricostruire il tessuto sociale, autonomamente e di propria iniziativa, utilizzando intelligentemente tutte le risorse disponibili. Il villaggio è in una zona tra le più povere e arretrate del paese e ha sofferto a lungo per anni di intensi combattimenti; il tasso di mortalità, specialmente in giovane età, è molto elevato come pure quello di analfabetismo.
Inoltre, nella pianificazione della ricostruzione del paese dopo la guerra, i villaggi sono considerati per ultimi, anche se lo stato è disponibile a retribuire insegnanti e medici.
La mancanza di sviluppo provoca l'emigrazione e la deforestazione, oltre che divisioni interne alla popolazione.
La necessità dell'alfabetizzazione, di attrezzature agricole e di cure sanitarie è un'esigenza espressa dalla gente, che ha dato a disposizione terreni per le costruzioni e garantisce la manodopera gratuita, oltre che materiali locali da costruzione |